Stai per imbarcarti in un progetto per un cliente ma, dopo aver consegnato il lavoro, ti piacerebbe poterlo mostrare nel tuo portfolio. Esiste un modo per mantenere i diritti di visualizzazione del tuo lavoro all’interno del portafoglio e, allo stesso tempo, far sì che il tuo cliente ne benefici allo stesso modo?

Come abbiamo già discusso all’interno del nostro post su cosa significano i simboli del copyright e del marchio, la tutela del copyright inizia nel momento stesso in cui l’opera viene creata. Il proprietario del copyright possiede i diritti esclusivi sull’opera,1 inclusi il diritto di creare delle copie e, di particolare rilievo in questo caso, mostrare pubblicamente l’opera, cosa che avviene nel caso in cui mostri il tuo portfolio.

In genere, l’autore dell’opera è il proprietario del copyright, a meno che l’opera non sia creata per conto terzi. L’opera è creata per conto terzi se la stessa è creata da un dipendente nell’ambito del proprio lavoro oppure se la stessa è commissionata per una delle nove categorie (ad esempio, un test, una traduzione, un contributo a un’opera collettiva) e se entrambe le parti hanno sottoscritto un accordo in cui si specifica che l’opera è creata per conto terzi.

 

 

Un libero professionista non è un dipendente, ma un imprenditore autonomo. Pertanto, a meno che il contratto stipulato con il tuo cliente non stabilisca che l’opera sia creata per conto terzi e che rientri in una delle nove categorie, la tua opera non è creata per conto terzi e continui a detenerne il copyright.

Tuttavia, puoi trasferire al cliente la proprietà del copyright in tutto o in parte.2 Ciò va fatto per iscritto e sottoscritto da entrambe le parti.3 Nel caso in cui tu trasferisca alcuni dei diritti al cliente, puoi farlo tramite una licenza di esclusività o una licenza di non esclusività. Il cliente con una licenza di esclusività diventa proprietario esclusivo del diritto (o dei diritti), e può disporne a suo piacimento e difenderne la proprietà in tribunale.4 Con una licenza di non esclusività, il cliente può esercitare tale diritto, ma tu continui a detenerne la proprietà ed il potere di esercitarlo.

Pertanto, possiedi i diritti di mostrare il tuo portfolio? Se sei un libero professionista, puoi mostrare l’opera all’interno del tuo portfolio a meno che:

  • il tuo contratto per iscritto stabilisca che l’opera sia stata creata per conto terzi e che rientri in una delle nove categorie, oppure
  • tu abbia trasferito la proprietà del copyright per iscritto, oppure
  • tu abbia fornito al cliente una licenza esclusiva per mostrare l’opera in pubblico.

Nel caso in cui il cliente insista nel farti trasferire la proprietà del copyright o nel pretendere che sia un’opera per conto terzi, puoi comunque aggiungere una clausola contrattuale dichiarando di detenere il diritto di mostrare l’opera all’interno del tuo portfolio o per premi.

Cosa accade se hai già trasferito la proprietà del copyright ad un cliente? È probabile che mostrare l’opera all’interno del tuo portfolio abbia i requisiti necessari per un utilizzo legittimo. Alcuni dei fattori di utilizzo legittimo giocherebbero a tuo favore, poiché mostrare l’opera non influisce negativamente sul mercato del tuo cliente e lo scopo non consiste nel trarre profitto dall’opera ma nel trarre profitto indirettamente tramite il lavoro che verrebbe a creare per te. Nel caso in cui sia un’opera visiva, avresti un altro fattore a tuo favore, se ne mostrassi solo una versione in scala ridotta.5

Il tuo cliente potrebbe essere irremovibile nel non farti mostrare l’opera all’interno del tuo portfolio e potresti decidere di non mettere a rischio il tuo rapporto col cliente. Se trasferisci per iscritto i diritti relativi al tuo portfolio, sappi che tali diritti hanno un valore, e che dovresti essere pagato di più per cederli.

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 Riferimento:
  1. 17 U.S.C. § 102.
  2. 17 U.S.C. § 201(d).
  3. 17 U.S.C. § 204.
  4. 17 U.S.C. § 204(d).
  5. Bill Graham Archives v. Dorling Kindersley Ltd., 448 F.3d 605, 611 (2d Cir. 2006) (una casa editrice aveva utilizzato una immagine della band Grateful Dead, riducendola a una miniatura; il tribunale ne decretò legittimo l’utilizzo, in parte perché era visibile appena per essere riconoscibile, rimanendo nei limiti dello stretto necessario.