“Alla base del mio lavoro c’è la convinzione che l’attività umana diventi sempre più assurda e pericolosa quando perde l’empatia”.

Tomas van Houtryve ha vinto una borsa di studio Getty Images per la fotografia Editorial nel 2013 per la sua proposta ‘In drones we trust,’ uno studio del programma dei droni degli Stati Uniti. L’anno scorso ha ultimato il progetto in diverse località degli Stati Uniti. In questa sede, riflette sul proprio lavoro e sul suo più vasto significato filosofico.

Il progetto Blue Sky Days realizzato con l'uso dei droni di Tomas van Houtryve

Nel mese di ottobre del 2012, un attacco di droni nel nord-est del Pakistan ha ucciso una donna di 67 anni mentre raccoglieva gombi fuori dalla propria casa. Durante un briefing svoltosi a Washington D.C nel 2013, il nipote tredicenne della donna, Zubair Rehman, ha parlato davanti a un gruppo di cinque legislatori. “Non amo più il cielo azzurro”, ha detto Rehman, ferito da una scheggia durante l’attacco. “In realtà, adesso preferisco il cielo grigio. I droni non volano quando il cielo è grigio”.

La nonna di Zubair Rehman è una delle migliaia di persone uccise da un attacco segreto da parte di droni statunitensi a partire dal 2004. Anche se viviamo nell’era più collegata ai media della storia dell’umanità, il pubblico possiede una scarsa memoria visiva della guerra dei droni e delle sue vittime.

Il progetto Blue Sky Days realizzato con l'uso dei droni di Tomas van Houtryve

Tomas van Houtryve:

“Ho deciso di attaccare la mia macchina fotografica a un piccolo drone e di viaggiare per tutta l’America per fotografare ogni tipo di raduno diventato bersaglio abituale di attacchi aerei all’estero: matrimoni, funerali, gruppi di persone in preghiera o intente a svolgere attività sportive. Ho letto attentamente centinaia di relazioni di attacchi redatte da gruppi per i diritti umani e da giornalisti investigativi allo scopo di crearmi la mia lista di “obiettivi” da osservare dal cielo.

Il progetto Blue Sky Days realizzato con l'uso dei droni di Tomas van Houtryve

A metà della mia ricerca, l’ Electronic Frontier Foundation ha vinto una causa inerente al Freedom of Information Act obbligando la FAA (Agenzia Aviazione Federale) a rendere noti i documenti relativi alle autorizzazioni nazionali di voli di droni. Una mappa mostrava la diffusione delle zone di volo dei droni in tutta l’America. Alcuni documenti mostravano attività specifiche dei droni, quali “supporto a operazioni critiche delle forze dell’ordine”. Altri documenti erano contrassegnati come “sconosciuti”. Ho ampliato la mia lista di voli guidato da questi documenti della FAA, inviando la mia macchina fotografica a sorvolare prigioni, giacimenti di petrolio e il confine Stati Uniti-Messico.

Il progetto Blue Sky Days realizzato con l'uso dei droni di Tomas van Houtryve

Alla base del mio lavoro c’è la convinzione che l’attività umana diventi sempre più assurda e pericolosa quando perde l’empatia. Sono d’accordo con Albert Camus quando afferma “Per definizione, un governo non ha coscienza. A volte ha una politica, ma niente di più”.

Il progetto Blue Sky Days realizzato con l'uso dei droni di Tomas van Houtryve

Il progetto è stato realizzato grazie al finanziamento delle borse di studio Getty Images per la fotografia Editorial e di Harper’s Magazine.

Scopri di più sul sito Getty Images Grants for Editorial Photography

 

Informazioni su Tomas van Houtryve

Dapprima uno studente di filosofia, Tomas van Houtryve ha scoperto il suo interesse per la fotografia mentre era iscritto a un programma oltreoceano in Nepal. Dopo la laurea nel 1999 è stato assunto dalla Associated Press e inviato in America Latina. Tomas ha lasciato l’AP nel 2003 per concentrarsi su progetti di grande portata, cominciando con la ribellione maoista in Nepal. Le foto che ne sono scaturite dell’ascesa dei ribelli al potere gli hanno fruttato diversi ampi riconoscimenti tra cui il Young Photographer Award al Visa pour l’image di Perpignano e il Bayeux Prize for War Correspondents.

Nel 2006 Tomas è stato nominato quale uno dei PDN’s 30 Emerging Photographers. Ha conseguito l’Alicia Patterson Journalism Fellowship nel 2008 e nel 2010 è stato nominato POYi Photographer of the Year. La prima monografia di Tomas, Behind the Curtains of 21st Century Communism, è stata pubblicata nella primavera del 2012. Il progetto, durato sette anni, documenta la vita negli ultimi paesi comunisti esistenti: Corea del Nord, Cuba, Cina, Nepal, Vietnam, Laos e Moldavia. La serie ha vinto il POYi World Understanding Award nel 2012.

Mostre individuali dei lavori di Tomas sono state esposte a Parigi, New York, Spagna e Italia. Molte delle sue fotografie di intensa azione politica si distinguono, paradossalmente, per la loro intimità. Le fotografie e gli scritti di Tomas appaiono regolarmente sulle principali riviste internazionali, tra cui TIME, The New York Times, Newsweek, Le Figaro Magazine, Le Monde, The Independent Magazine, GEO, Stern, Smithsonian, Foreign Policy e sul National Geographic. Tomas è membro della VII Photo Agency.