“Qualche volta, ci rendiamo conto di un dettaglio in un’immagine solo dopo che la foto è stata scattata.”

In un batter d’occhio, il fotografo Tim Flach ha riproposto il classico e saggio gufo in un modo nuovo, che stimola la nostra immaginazione.

Flach voleva che il suo ritratto fosse diverso rispetto al modo in cui tipicamente vengono fotografati i gufi, con i loro grandi occhi aperti e inquisitori. In questo caso, un piccolo ma importante dettaglio, gli occhi chiusi, racconta una nuova storia su un soggetto conosciuto.

“Non volevo un’immagine scontata di un grosso gufo dagli occhi marroni mentre guarda in camera,” racconta. “Sono sicuro che abbia degli occhi bellissimi, ma ho pensato che con gli occhi chiusi fosse più interessante.”

Il gufo è solo una delle tante creature che Flach ha fotografato per la sua raccolta “More Than Human” (Più che umani), che esplora i diversi modi in cui gli uomini attribuiscono caratteristiche e qualità agli animali.

“Il modo in cui diamo nuova forma e significato agli animali mi ha sempre interessato. Sono affascinato dal modo in cui vengono antropomorfizzati e dalle storie che si creano intorno a loro,” spiega. “Il gufo per esempio è diventato un simbolo di saggezza, anche se non è un animale particolarmente intelligente. È interessante per me notare come la metafora che si riferisce a questo animale sostenga tutt’altro.”

Flach, un fotografo Prestige di Getty Images, ha imparato a mantenere una mentalità aperta quando scatta, anche grazie al fatto che gli animali sono imprevedibili. Il trucco, dice, è saper stare allerta per cogliere i momenti inaspettati.

“Un dettaglio che non ti colpisce immediatamente può avere un impatto più forte sulla nostra immaginazione rispetto a qualcosa di più ovvio. Sono rimasto molto sorpreso dalla bellezza delle palpebre del gufo. Non sapevo nemmeno che i gufi avessero le palpebre,” racconta. “Questa è la cosa bella della fotografia, ti consente ti esaminare un momento che non saresti stato in grado di osservare nel momento in cui avviene.”

Uno dei principali obiettivi di Flach è quello di ritrarre gli animali in forma antropomorfa, spingendo chi guarda l’immagine a trovare una somiglianza con l’animale. In questa immagine, gli occhi chiusi del gufo e le sue sontuose ciglia assumono qualità umane in modo dissonante ma anche affascinante.

“In molti miei lavori tratto questi soggetti in modo molto simile a ciò che si farebbe per la ritrattistica umana,” dice Flach. “Immedesimarsi nel ritratto di un animale, come se si stesse guardando il ritratto di una persona, ci consente di sentirci emozionalmente coinvolti e ci aiuta a definire noi stessi Associamo il gesto del gufo e le sue ciglia a caratteristiche umane, ed è questo che ci fa entrare in connessione con lui. Sono questi piccoli dettagli che ci colpiscono.”

 

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